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Dottore  Giancarlo Di Filippo

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CERTIFICATO MEDICO OBBLIGATORIO PER  TUTTI

Medico chirurgo, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, Medicina Legale. Si occupa attivamente di riabilitazione in ambito sportivo: Medico di squadra della nazionale femminile di pallanuoto negli anni dal 1997 al 2001. Dal 2003 è membro della Commissione Medica dell' UEM (Unione Europea di Motociclismo)

   

Cell.: 347.499.86.80        E-mail: gdf_fisiatria@yahoo.it

PRONTUARIO  TERAPEUTICO

Quali sono le problematiche fisiche in cui può più facilmente incorrere un praticante di arti marziali? Quali distretti corporei e quali patologie possono particolarmente interessare chi pratica questa disciplina?

·  problematiche osteo-muscolari (distrazioni, stiramenti, strappi muscolari e fratture);

·   problematiche articolari (soprattutto spalla, ginocchio e caviglia);

·  problematiche da sovraccarico (pubalgia, tendinopatia achillea, talalgia e metatarsalgia, rottura del tendine d' achille, tendine del capo lungo del bicipite, fratture da durata).



PATOLOGIE  OSTEO-MUSCOLARI

- Lesioni muscolari acute ( da traumi diretti e traumi indiretti ) -

Traumi diretti

In base al meccanismo con cui si esplica il trauma, si possono avere due tipi di lesioni: da traumi diretti e da traumi indiretti. Le lesioni da traumi diretti sono definite contusioni, (in sede si può avere un' ecchimosi o addirittura un ematoma, a seconda dell' entità del danno. Anche il dolore varia, infatti si passa da un dolore lieve in caso di sola ecchimosi e tumefazione, a un forte dolore in caso di un ematoma intramuscolare, che spesso si associa anche ad una minore impotenza muscolare).

Cosa fare in questi casi?

Riposo atletico, impacchi con antinfiammatori e crioterapia per le prime 24/48 ore. In caso di grave impotenza funzionale rivolgersi al pronto soccorso più vicino. Successivamente, dopo i primi trattamenti rivolgersi al medico federale per un adeguato protocollo riabilitativo.

Traumi indiretti

La causa è attribuibile a problematiche sorte in fase di contrazione muscolare, quindi a seconda dell' entità della lesione delle fibre distingueremo come lievi, (le distrazioni e gli stiramenti e in gravi gli strappi e le rotture muscolari).
Di norma, vengono maggiormente colpite le muscolature degli arti inferiori. Le quali, essendo di natura scheletrica subiscono un grande stravaso ematico che si infiltra, provocando ecchimosi, locale o a distanza, o un grande ematoma. In caso di gravi traumi, si può osservare anche una retrazione dinamica del capo prossimale.

Distrazione muscolare

È la più lieve, interessa solo poche fibre; avremo dolore, ma solo al termine dell' impegno sportivo o addirittura il giorno successivo. Ha la caratteristica di essere un "dolore funzionale", che compare solo con la contrazione attiva o passiva. La diagnosi và ricercata interrogando il paziente, allungando la muscolatura, evidenziando eventuali contratture antalgiche.

Cosa fare?

Riposo dai 4 ai 14 gg, terapia farmacologica (antinfiammatori, miorilassanti) e graduale reinserimento in ambito sportivo.

Stiramento muscolare

È di media entità in quanto interessa più fibre, il dolore è molto acuto e compare in seguito ad una forte contrazione muscolare, si può associare alla stessa un'impotenza funzionale che può impedire anche il prosieguo della gara o allenamento.

Cosa fare?

Il riposo qui risulta più lungo, varia di norma tra i 14 e i 30 gg. Utile l' uso di antinfiammatori e miorilassanti, associati eventualmente a pomate eparinoidi e crioterapia (ghiaccio).

Strappi e rotture muscolari

Qui si arriva ad avere un grande interessamento delle fibre che può riguardare anche l' intera muscolatura. Si percepisce al tatto un avvallamento o uno scalino nel ventre muscolare. Il dolore nsorge in seguito ad una violenta contrattura muscolare e provoca sempre impotenza funzionale. Inoltre è evidente un grosso ematoma che risulta essere anche dolente alla palpazione.

Cosa fare?

Il periodo di riposo sarà decisamente più lungo dei precedenti ( 1-2 mesi ), in alcuni casi sarà necessario immobilizzare o gessare per 15-20 gg.
L' attività atletica sarà estremamente cauta, ma può essere impedita da una grande fibrosi che può dare dolore anche a distanza di tempo.

In caso invece di strappo muscolare grave, si ha una rottura sottocutanea, con interruzione completa del ventre muscolare; in questi si interviene chirurgicamente il più presto possibile.

Alcuni consigli utili in fase acuta….
…..evitare qualsiasi forma di massaggio, manipolazioni, o calore. Superata la fase acuta, si procede ad effettuare esercizi di allungamento per elasticizzare il muscolo. Comunque nonostante tutte le precauzioni osservabili, si possono avere delle recidive per cui, non forzare mai i tempi di recupero!!!



PATOLOGIE  ARTICOLARI

Spalla ( traumi dell' articolazione acromion-clavicolare )

Durante una competizione può accadere che ci sia una caduta sulla spalla. Ciò comporta una sollecitazione dal davanti all' indietro e dall' alto verso il basso, quindi le due superfici articolari vengono sollecitate ad allontanarsi, determinando a seconda dell' entità del trauma una distorsione, una sublussazione o una lussazione completa.
Con l' esame radiografico potremo osservare una diastasi articolare. La sintomatologia sarà caratterizzata da un dolore più o meno forte, con limitazione funzionale all' abduzione, all' anteroproiezione e alla retroproiezione di spalla.

Cosa fare?

In caso di distorsione e sublussazione, si consiglia un trattamento conservativo, che consiste nell' applicare un bendaggio che riavvicini l' estremità acromiale della clavicola all' acromion, per permettere comunque la mobilità.
La fasciatura và tenuta per 2 settimane con un successivo ciclo di fisioterapia.
Nella lussazione completa invece, l' atleta deve sottoporsi il più presto possibile ad intervento, per evitare un recupero mediocre o invalidanti complicanze.

Traumi dell' articolazione scapolo-omorale

Avvengono per cadute sul palmo della mano o sul gomito abdotto ed extraruotato che determinano una lussazione della testa omerale. Di solito sono anteriori.
Il soggetto, per il dolore, inclina il più possibile la testa verso la spalla lussata per rilassare il trapezio e mantenere il braccio. È sempre meglio eseguire una RX, dato che spesso si possono associare fratture della testa del omero.
In questo caso è necessario al più presto effettuare una manovra di riduzione e successiva messa in atto di una fasciatura tipo "Desault" da tenere per almeno 3 settimane e successiva fisioterapia.
Questo tipo di lussazioni possono recidivare, anche per piccoli traumi, quindi è utile ridurre al più presto.
Se la lussazione dovesse essere frequente è opportuno successivamente un intervento chirurgico.

Sindrome meniscale del ginocchio

Il più colpito è di solito il menisco interno, che può dare una sintomatologia oggettiva o soggettiva. Avviene per traumi in torsione o per una violenta iper-estensione, come ad esempio tirare un calcio a vuoto.
Vi è dolore, blocco articolare, e versamento che confermano facilmente la diagnosi. Il dolore può essere anche più sfumato o può manifestarsi nel cavo popliteo, se colpisce il corno posteriore del menisco.
Il blocco articolare è dato dall' interposizione della parte lesionata fra condilo femorale e tibia, quindi viene impedita l' estensione. Il paziente avrà la sensazione come se si sia bloccato qualcosa nel suo ginocchio.
Di solito, l' edema si riassorbe in pochi giorni, anche grazie all' aggiunta di farmaci antiedemigeni. In caso di lesione Si può evocare il dolore meniscale esercitando una digitopressione sulla rima articolare.

Cosa fare?

La terapia di solito è di tipo chirurgico e viene effettuata in artroscopia.

Distorsione della caviglia

È determinata in genere da un trauma indiretto che colpisce l' articolazione tibio-tarsica provocando un' allontanamento dei capi articolari e quindi dell' apparato capsulo-legamentoso. Di solito avviene in varismo, supinazione e adduzione del piede, distendendo o lacerando i tessuti molli.
L' esame RX può evidenziare un aumento dell' angolo tibio-astragalico.
Si possono avere tre gradi di lesioni: la prima dà solo una distensione o una piccola lacerazione legamentosa, con modesto dolore - (osservare una settimana di riposo, con bendaggio elastico, ghiaccio e riposo). Nella seconda c' è una grande lacerazione legamentosa, e dall' RX risulterà una certa diastasi. C' è immediatamente vivo dolore, zoppia che inibisce lo svolgimento di una gara. - (riposo, ghiaccio per evitare l' edema. Nei primi 2 giorni riposo, ghiaccio ed eparinoidi, ridotto l' edema si può procedere con il confezionamento di un gambaletto per ulteriori venti giorni, dopodiché fisioterapia).
Nel terzo caso ci sono gravi rotture capsulo-legamentose, con, a volte, lesioni ossee. Si avverte un forte scroscio con dolore diffuso e repentino, con la comparsa immediata di ecchimosi ed edema. Un RX ci dà l' entità del danno e della lesione. (Unica terapia è un precoce intervento chirurgico).



PATOLOGIE  DA  SOVRACCARICO  FUNZIONALE

Tutte le patologie da sovraccarico, qualunque esse siano, necessitano sempre di un periodo più o meno lungo di riposo a seconda dell' entità, con sospensione immediata dell' attività fisica.
È particolarmente utile porre a riposo i giovani atleti, in quanto talune patologie possono negli anni cronicizzare o accelerare processi di calcificazione (vedi Osgood Slatter ).

Dott. Giancarlo Di Filippo

Medico Federale